“All days I dream about sneakers!”
Le chiamavamo “scarpe da tennis”: oggi cambiano veste e diventano irrinunciabili sneakers

FootLocker Contest
It’s a sneaker thing, per citare Foot Locker che giusto al termine del 2009 sull’onda dell’entusiasmo da sneaker promuoveva un concorso grazie al quale era possibile vincere fino a 65 paia di scarpe, per saziare la fame da calzatura urbana.
A guardarci bene intorno, a voler osservare neanche troppo attentamente, si vedrebbe che ai piedi di una buona percentuale dei passanti ci sono loro, le onnipresenti sneakers, perfetto tramite tra l’espressione del sé e la sua stessa comprensione da parte degli altri.
Una filosofia a tutti gli effetti, uno status symbol vero e proprio, un fenomeno di costume diventato così prepotentemente parte integrante del nostro modo di vestire da essere qualcosa di cui è impossibile pensare di poter fare a meno.
Certo le aziende produttrici sono state capaci di costruire un immaginario emotivo irresistibile intorno alle sneakers, un modo d’essere talmente consolidato e stabile da non aver bisogno oggi di nessuna conferma: vogliamo le sneakers e le vogliamo perché al di là del marchio comunicano un modo di vivere urbano, quello che più ci piace.
C’era un tempo in cui le scarpe “da ginnastica” nell’immaginario collettivo erano quasi legate esclusivamente all’immagine scolastica dello zainetto in spalla come calzatura di ricambio prima di entrare in palestra o chi comunque in generale le coniugava esclusivamente al concetto di attività sportiva, come scarpa da riporre rapidamente nell’armadietto una volta utilizzata.

Adidas

All days I dream about sneakers
Volendo fare una regressione storica e a puro titolo conoscitivo, si deve tornare agli anni ’20 del XIX secolo quando il fu Goodyear perfezionò il procedimento di vulcanizzazione della gomma al quale si deve la fabbricazione in serie delle suole delle calzature.
Da lì una escalation rapida della scarpa: prima un loro uso quasi esclusivo era destinato ai nobili dediti alla pratica di tennis e croquet, per poi diffondersi ed espandersi a macchia d’olio grazie soprattutto alle Olimpiadi del 1896 e ai successivi mondiali e manifestazioni sportive in generale che si disputarono negli anni a venire.

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I primi marchi dunque nacqero sempre affiancandosi a specifici sport o manifestazioni sportive. È il caso ad esempio delle celebri Converse All Star, nate a supporto del basket, o del marchio Adidas particolarmente in voga in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936.
A ruota Puma – nata da una costola di Adidas, precisamente grazie al fratello di Adi Dassler – e, nel 1979, Nike, casa madrina del sistema Nike Air, imponente rivoluzione nel mondo produttivo della scarpa; pochi anni ancora e sarà la volta dell’aerobica, identificata con il brand inglese Reebok.

Air Max Line

Reebok Elephant Pack

Puma Avanti
Oggi, sulla scia di una tendenza al vintage, si fa marcia indietro e tornano vecchi modelli per essere trasformati da scarpe da tennis in moderne sneakers.
E subito è vero e proprio fenomeno, un vero e proprio boom che gli addetti ai lavori non intendono lasciarsi scappare: ecco che alle sneakers si affiancano importanti nomi della moda mondiale già dai primi anni Novanta, facendo particolarmente leva sul concetto di edizione limitata.
Forse non tutti ricordano la collaborazione tra Jil Sander e Puma, che ha dato vita alle Puma Avanti, vero e proprio must per i giovani di allora. Collaborazioni più recenti invece generano dei veri e propri ibridi: è il caso di Reebok che sulla tela della scarpa richiama disegni e motivi frutto dell’arte di Basquiat, di Adidas con Jeremy Scott, di Converse con John Varvatos.
Esempio ammirevole poi quello di New Balance, che in occasione delle celebrazioni del ventennio della Caduta del Muro di Berlino ricorda l’evento storico con il “Berlin Wall Pack 2009”.

NB, Berlin Wall Pack

Esempio tutto italiano ed intramontabile è quello della casa Superga: tornate recentemente alla ribalta, hanno riconfermato il loro valore quasi di “mito”. Dinamiche per chi le indossa – portate tanti anni fa anche senza calzini! – pratiche per chi le vuole tenere pulite – si buttano in lavatrice senza troppe precauzioni – le Superga conciliano nel loro prezzo contenuto le esigenze di ognuno.

ADV Superga

Superga Tricolore
Ma qualcosa sta cambiando. Le sneakers, senza voler monopolizzare il mercato, hanno l’obiettivo di conquistare anche quella fetta di mercato per la quale “sneakers” è ancora sinonimo di “casual” e “sportivo”. Nascono infatti Puma in versione elegante, sneakers a marchio Canali – storica casa d’abbigliamento maschile di lusso – o anche Timberland che, pur non dimenticando affatto le classiche “Timberland” di sempre, dedica nuova attenzione al vivere urbano con ai piedi un buon paio di sneakers, senza tralasciare le classiche e versatili Hogan a firma Della Valle.
Senza scadere però nel kitsch, ricordando che ci sono scarpe nate esclusivamente per essere portate sotto i jeans e niente altro. L’offerta dunque è vasta, ma il buon gusto è proprio di ognuno: sì “osare”, vietato esagerare!
E per concludere, vi consiglio questa chicca direttamente dal contest FootLocker, i vincitori del concorso… veramente divertente!!!
Linda Meoni







Giuliamart ... 18 feb 2010 13:02
Sneakers tutta la vitaaa!!